spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow IL TERRITORIO arrow Villa Sforzesca
Villa Sforzesca
Scritto da Administrator   
sabato 12 maggio 2007

Image 

La "Villa Sforzesca" deve il suo nome alla Famiglia Fondatrice,gli Sforza di Santa Fiora.

Image
Stemma Famiglia Sforza

L'illuminato ed eminente Cardinale Alessandro Sforza Imageutilizzò la Villa sia come residenza mondana e diletto per la caccia, sia come nucleo amministrativo del vasto latifondo e base di coordinamento nella lotta al brigantaggio.

Lo sfarzo originario della cinquecentesca "Villa Sforzesca" non aveva niente da invidiare nella struttura ai palazzi di campagna della nobiltà romana a cui lo stile la riconduce..........."Vi sono lunghissimi viali et spatiosi, et vigne assai, conducendosi hora un'acqua, che servirà in grandissima copia per fontane nei giardini, et per uso del palazzo, ch'è sopra modo bello, con ampie sale et camere, le quali furono adornate con abbellimenti di grandissimo valore..." ( J.A.F Orbaan, Viaggio di Gregorio XIII alla Madonna della Quercia. 1579)

Villa Sforzesca" voluta dal Cardinale Alessandro Sforza, fu edificata su progetto degli architetti Fontana in prossimità della Via Cassia, l'antica via Francigena, ed ultimata nel 1576. La tradizione la vuole legata al Pontefice Gregorio XIII che la visitò brevemente in occasione di un suo viaggio nel 1578.

Per decenni la Villa fu preferita dai suoi fondatori alla residenza in Santa Fiora, forse per la vicinanza alla Cassia, o forse per l'abbondanza di selvaggina: " Qui d'intorno sono bellissimi poderi pieni di caccie, di lepri, fagiani et starne, et dove è hora il palazzo era prima un bosco grandissimo..." ( Orbaan.)

La zona, compresa tra il corso superiore del Paglia e la via Francigena che lo fiancheggiava sul versante destro, costituiva l' antico confine della Contea Aldobrandesca e, come tutte le terre di confine, pullulava di briganti e di ladri che assalivano senza rispetto né pietà viaggiatori, mercanti e pellegrini che si recavano o tornavano da Roma. Già tristemente famosa nella seconda metà del 1200 per le " ruberie" del brigante Ghino di Tacco che aveva posto il suo covo sulla Rocca di Radicofani, la zona rimase anche in seguito nota per gli assalti ai viandanti, fin quando nel 1442, i senesi decisero di deviare questo tratto di strada attraverso Radicofani.

Alla morte del Cardinale Alessandro, nel 1581, la Villa cominciò a perdere d' importanza e se per tutto il 1600 ebbe ancora una certa rilevanza, con gli ultimi discendenti di Casa Sforza cominciò a decadere fino a quando fu ceduta ai Medici. Iniziò così la rovina dell'incantevole Villa rinascimentale. Tutto ciò che poteva essere trasportato, quadri, busti, statue, prese la via di Roma.  I locali furono affittati ai contadini, che spesso, dopo aver trafugato o deturpato ogni cosa, l'abbandonavano senza neppur aver soddisfatto l'onere di locazione.

Alla fine del 1700, la parte posteriore del fabbricato era crollata, la cinta muraria rosa dall'acqua, dal vento e dal sole andava sgretolandosi senza che nessuno si preoccupasse di risanarla. Le pareti esterne si denudavano; gli stucchi dei timpani, sulle ampie finestre rinascimentali, si scrpolavano; gli intonaci cadevano e si sparpagliavano a terra polverosi.Image  Nel corso del 1800 l'amministrazione era delegata a due famiglie del luogo: i Menichetti prima i Baiocchi poi, che cercarono di salvare almeno la struttura anteriore.   Nel 1950 il palazzo fu espropriato dall'Ente Maremma, che nel 1962 si vide costretto ad intervenire per evitare il definitivo crollo. Il merito di aver evitato la perdita del complesso non risparmiò alla Villa l'ultimo ignobile oltraggio: con la scusa di salvare il salvabile fu abbassato il tetto di due metri, facendo così scomparire le finestrelle del soffitto ed il soffitto stesso.

L'inizio dell'azione di recupero può essere fatta risalire al 1977  quando Image l'amministrazione Comunale di Castell'azzara richiese l'acquisizione del complesso che sarà poi concessa nel 1980. Image

 

 

 

 

 

 

La ristrutturazione edilizia, un progetto inserito  negli interventi per la celebrazione del Giubileo del 2000, ha restituito alla Villa l'aspetto originario. Image

La riutilizzazione della Sforzesca è legata alla sua collocazione strategica nel territorio: posta in prossimità della storica Via Francigena o Romea, la sua posizione intermedia tra l'Autostrada del Sole e la Maremma costiera, le attribuisce la naturale funzione di cerniera tra Toscana e Lazio; ma la Villa è anche, e soprattutto, un punto focale di un'area artistico - culturale - turistica che ha i vertici "notevoli" in Pienza e le colline della bassa Toscana, l'area archeologica delle Città del Tufo (Sorano, Pitigliano e Sovana), l'area etrusca di Chiusi e la Montagna (M. Amiata).

 
Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 luglio 2008 )
 
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB