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Scritto da sindaco
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venerdì 01 febbraio 2008 |
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Rocca Silvana: al via i lavori per il consolidamento Chi transita per la strada che da Selvena, frazione di Castell'Azzara, porta verso Sorano e Pitigliano, non può non posare lo sguardo sui suggestivi e ancora imponenti ruderi di Rocca Silvana, uno dei pochi castelli abbandonati della Toscana che fu, nel medioevo, il palazzo-fortezza più importante dell'area del monte Amiata, essendo una delle principali roccaforti - quasi sicuramente la più ricca - della più potente dinastia feudale del tempo: gli Aldobrandeschi. La sua ricchezza era dovuta ai vicini giacimenti di antimonio, cinabro e vetriolo, sfruttati fin da prima dell'anno 1000 e alla sua posizione, al vertice di una collina rocciosa, con tre lati a strapiombo sulla valle del fiume Fiora che la rendevano pressoché inespugnabile. I resti del castello sono disposti su di una superficie di circa 3500 mq e l’estensione totale dell’insediamento medievale supera i 27000 mq. I ruderi della rocca dominano il paesaggio ed a lato della torre che svetta tra la vegetazione si trovano i resti del palazzo, uno dei più alti esempi di dimora signorile della Toscana del 1200. Rocca Silvana fu abitata fino al XVII secolo quando, con l’esaurirsi delle miniere circostanti, fu abbandonata al suo destino. Dopo secoli di devastazione e di incuria, iniziati nel corso del 1600, il Comune ed il comitato di gestione dei Beni di Uso Civico, hanno iniziato l’opera di recupero della Rocca, collaborando con l’Università di Siena a campagne di scavo, utilizzando risorse proprie e della Fondazione del Monte dei Paschi dando vita a più interventi di restauro a cura del ministero per i Beni e le Attività Culturali fino ad arrivare all’ultimo, concluso nel corso del 2005, inerente il recupero del bastione e l’inizio del restauro del palazzo. La Soprintendenza, a conclusione dei lavori, indicò che, prima di attivare altri interventi restaurativi, si rendeva indispensabile intervenire sul degrado geologico del masso roccioso su cui poggia la Rocca e così il Comune, cosciente che le opere di restauro messe in piedi avevano comunque arrestato, seppur momentaneamente, il degrado, restituendo nuova vita al palazzo e facendo anche riemergere alcune pavimentazioni originarie in cotto e che sarebbe stato veramente un danno non continuare nella pregevole opera iniziata ha presentato nel corso del passato anno al Ministero dell’Ambiente domanda di finanziamento per la messa in sicurezza della rupe di Rocca Silvana che è stata accolta positivamente. Il ministro Pecoraro Scanio ha infatti comunicato che il primo stralcio dell’intervento su Rocca Silvana è stato inserito nel 2° piano strategico nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico. I lavori per il consolidamento della Rocca saranno quindi iniziati quanto prima, e un ringraziamento va a coloro che si sono spesi per far approvare un progetto che, proprio per il valore che riveste per l’intera regione, deve continuare a vedere impegnati non solo il comune ma anche Provincia, Regione e parlamentari del collegio.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 01 febbraio 2008 )
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Scritto da Administrator
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mercoledì 30 gennaio 2008 |
Al termine i lavori della bonifica mineraria del MoroneL’onere della bonifica del sito minerario del Morone, una delle più antiche miniere di cinabro dell’Amiata che al pari di tutte le altre, con l’entrata in crisi del mercurio sul mercato mondiale aveva cessato di essere sfruttata sin dalla metà degli anni ’70, era stata trasferita dall’AGIP mineraria, proprietaria del sito, al Comune di Castell'Azzara che, subentrando all’AGIP spa nella proprietà dell’ex miniera, divenne il soggetto obbligato alla realizzazione della bonifica della miniera e della riqualificazione ambientale dell’area di pertinenza. Il comune di Castell'Azzara espletò la gara per l’affidamento dei lavori nel luglio del 2005 e dopo poco ebbero inizio i lavori di bonifica che sono in ultimazione in questi giorni. Tutte le analisi sino ad oggi effettuate da ARPAT e da istituti universitari indicano che il sito minerario è stato bonificato dagli agenti inquinanti e con soddisfazione si sottolinea il fatto che solo una quota inferiore al 10% dei fabbricati insistenti sull’area mineraria è stata abbattuta. Questo risultato deriva dalle linee guida impartite dall’Amm.ne comunale, che riteneva i manufatti rappresentativi e di grande importanza storica e di archeologia industriale e pertanto degni di essere salvaguardati. In questa ottica le demolizioni si sono ridotte al minimo mentre si è investito ed operato con grande energia nel recupero. Sono dati significativi, propedeutici al percorso di inserimento del bene nel contesto più ampio del Parco Museo delle Miniere dell’Amiata. A dimostrazione della volontà del Comune di Castell'Azzara di fare del Morone un polo importante del passato minerario del territorio, ci sono altri investimenti messi in atto o programmati sugli immobili dell’area mineraria non soggetti a lavori di bonifica come, ad esempio, le ex scuderie o lo stabile nel quale era situata la direzione delle miniere. Non ultima, infine la richiesta avanzata dal comune di Castell'Azzara di riaprire una vecchia galleria che possa illustrare ai visitatori come avveniva il lavoro in miniera, trasportandoli sul locomotore che trainava i vagoni colmi del minerale scavato (dalle gallerie di scavo fino alla cottura del cinabro e alla sua trasformazione in mercurio).  |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 15 febbraio 2008 )
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Inaugurato il nuovo poliambulatorio |
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Scritto da Administrator
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venerdì 23 novembre 2007 |
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Giovedì 22 novembre, alla presenza del direttore dell’ASL 9, del presidente e del direttore della Società della Salute dell’Amiata, del presidente e dell’assessore al sociale della Comunità Montana, del sindaco di Castell’Azzara, degli altri sindaci del territorio, di molti operatori sanitari e sociali, è stato inaugurato il nuovo poliambulatorio del capoluogo, sito al piano terra dello stabile che occupa anche la locale caserma dei carabinieri. Nei nuovi locali già operano il medico di medicina generale, gli infermieri, i servizi sociali la guardia medica. L’impegno, sottolineato dal sindaco di Castell'Azzara, è quello di lavorare per riuscire a portare all’interno delle mura ambulatoriali anche altri medici specialisti. Per quanto riguarda l’utilizzo del vecchio ambulatorio avranno inizio, a breve, i lavori di ristrutturazione per renderli organici alla casa di riposo Rosselli, che già occupa il primo piano dell’edificio, ed arrivare, così, ad un raddoppio degli attuali posti letto. “Indubbiamente un buon lavoro – commenta il sindaco – che va collocato nell’impegno di operare per offrire sempre più servizi alla nostra comunità: da una parte, infatti, si sono creati spazi per accrescere gli interventi di branchie di medicina specialistica e dall’altra si cerca di ampliare la risposta ad una richiesta di aiuto sociale che è in crescente aumento”. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 23 novembre 2007 )
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